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Recensione del libro del mese di luglio 2025

L’ultimo libro letto in questa stagione dal gdl è un “young adult”. E’ un romanzo in cui ci si interroga sul senso della vita, un tema che ovviamente non riguarda solo i ragazzi e leragazze, ma tutti noi. I giovani adolescenti protagonisti di questa storia sono perfettamente inseriti nella società in cui vivono e vanno scuola regolarmente. Così inizia la storia. Un giorno Pierre Anthon, uno di loro, si alza e fa un’affermazione che è anche l’incipit del romanzo: «Non c’è niente che abbia senso, è tanto tempo che lo so. Perciò non vale la pena far niente, lo vedo solo adesso». E così abbandona la scuola per sempre. Passa le sue giornate seduto sul ramo di un albero di prugne, facendoci ricordare subito il barone rampante di Italo Calvino. Ma di fiabesco non c’è niente in questa storia. Dall’albero Pierre comincia a lanciare prugne e frasi provocatorie ai suoi vecchi compagni di scuola. Loro, che non accettano il suo essere diverso, reagiscono cominciando a raccogliere cose che abbiano un senso con lo scopo di fargli scoprire, forse più a loro stessi che a lui, che la vita un senso ce l’ha. Inizia così la costruzione della “catasta del significato”: all’inizio si tratta di oggetti innocenti, ma ben presto le richieste si fanno più angosciose. E’ una spirale di violenza in cui Il ritmo si fa sempre più serrato e la storia diventa sempre più nera. E il gruppo di ragazzi, che comincia a vacillare nelle proprie convinzioni, si trasforma in un branco in cui l’odio cresce a dismisura e il vuoto degli adulti si fa sempre più pesante. Coinvolgente, geniale nella struttura, e con una lingua piana che lascia molto spazio alla trama; una storia che parte lenta per divenire sempre più vorticosa e con un ritmo concitato. E’ un libro incisivo, che non fa sconti a nessuno, soprattutto agli adulti, che proprio per questo dovrebbero leggerlo, per ricordarsi di quella stagione bella, difficile e spesso dolorosa che è l’adolescenza. Una favola nera disturbante, che ci fa prendere coscienza di quanta distanza ci sia spesso tra noi e i giovani. Uno di quei libri che ti restano dentro per sempre.
“Se niente ha senso, è meglio non far niente piuttosto che qualcosa”
Recensione a cura di Lorella Cantusci

