BIBLIOTECA DI PORTO MANTOVANO – Lucian Dan Teodorovici – romeno – Aşteptare – Attesa


Una delle più grandi ballate popolari romene, Mioriţa (L’agnellina), ci racconta la storia di tre pastori. Due di loro pianificano l’omicidio del terzo, invidiosi del fatto che è più ricco. Una delle pecorelle del gregge di quest’ultimo, tuttavia, scopre e smaschera la congiura. A questo punto succede una cosa straordinaria: invece di prendere delle contromisure e cercare di sventare il complotto, il pastore, anche se messo in guardia, accetta la propria sorte, si prepara semplicemente a morire. Va incontro, cioè, a una serena attesa della morte accogliendo la fatalità del proprio destino.

Il sostantivo aşteptare esprime, da una parte, un’azione fisica: aspettare qualcuno. Esprime però anche uno stato positivo: e allora coincide con l’idea di speranza. Infine, ha anche un terzo significato, quello al quale mi riferivo quando parlavo della ballata Mioriţa: si tratta dell’attesacome stato sufficiente in sé e per sé. L’unica ragione dell’attesa è, in questo caso, la bellezza di viverla. E la ballata che ricordavo è costruita attorno a questo stato. In essa l’azione non è mai portata a termine, ci si limita a cantare in modo mirifico l’attesa della morte.

Da questa prospettiva, la parola aşteptare è, per me, molto importante: essa, a volte, può esprimere l’accettazione pacata, serena, ma allo stesso tempo estremamente triste del destino. Il suo significato è profondo e, dal punto di vista letterario, davvero fertile.