BIBLIOTECA DI OSTIGLIA E BIBLIOTECA MUSICALE G. GREGGIATI – Bjorn Larsson – svedese – Välvilja – benevolenza


Benevolenza è una delle parole più generose e solidali della lingua svedese. Nella benevolenza, il desiderare il bene delle altre persone, è insita un’intera etica che dovrebbe essere alla base della convivenza umana; significa assolvere invece di condannare, essere comprensivi invece di emettere sentenze, aiutare invece di osteggiare.  Benevolenza non è però lisciare il pelo agli altri, essere acquiescenti o assistere in silenzio a reati o soprusi. L’aspetto più positivo della benevolenza è che può essere anche critica e incalzante, a condizione che miri al bene dell’altro, nonostante tutto, e in certi casi addirittura contro la sua stessa volontà. La benevolenza non consiste nel porgere l’altra guancia o amare il proprio nemico, ma significa desiderare che il proprio nemico possa essere amico.

Purtroppo la benevolenza, esattamente come i suoi parenti più prossimi, bontà e gentilezza, è caduta in discredito, finendo per essere associata all’ingenuità e alla stupidità. «Il brutto della nostra società odierna», ha scritto Albert Cohen, «è che non basta più essere gentili». Un motivo in più per ricordare che la benevolenza richiede coraggio, empatia e coscienza civile e che, purtroppo, in questo mondo è una merce rara.