BIBLIOTECA DI CASTELBELFORTE – Olga Tokarczuk – polacco – Gniew – Rabbia


L’uomo prova rabbia quando viene limitata la sua libertà naturale, oppure quando succede qualcosa contro la sua volontà. La rabbia è un’emozione legata allo sperimentare i nostri limiti, al superarne i confini. Quando essi non vengono rispettati, essa comincia a ribollire dentro di noi, istillando un’energia difficile da controllare – le mani si chiudono a pugno, l’espressione facciale cambia, l’autocoscienza si restringe. Ma non mancano pure persone che nel momento della rabbia ragionano con più lucidità. Per loro il momento della rabbia equivale al momento dell’introspezione.

Si parla anche di un’ira “divina” – un’emozione potente, furiosa, nata dalla reazione a un profondo senso di ingiustizia e di prepotenza subita. In tal caso la rabbia diventa l’atto di ristabilire un ordine morale e un tentativo di punire la malvagità. La storia sociale della rabbia è costituita da una serie di insurrezioni, di rivoluzioni, scioperi e proteste.

Se non fosse per la rabbia, tutto succederebbe più lentamente, i cambiamenti si susseguirebbero piano piano, nell’arco dei millenni. Il tempo scorrerebbe come al rallentatore. La rabbia rende dunque il tempo più veloce, mette fretta alla storia. Le situazioni e i conflitti si potenziano, diventano insostenibili: ecco dunque che la rabbia funziona come un ago che trafigge un pallone rigonfio. Tutto scoppia per poi ricomporsi in un ordine nuovo, diverso. La rabbia svolge nella storia la stessa funzione della mutazione nell’evoluzione.

La rabbia viene di solito considerata un’emozione negativa e distruttiva che va combattuta, addomesticata, scaricata, dal momento che costituisce una minaccia per l’individuo e per l’ordine sociale. Abbiamo paura della rabbia, temiamo il caos che potrebbe determinarsi a causa del suo scoppio. La gran parte della nostra cultura è costituita da metodi per tenere sotto controllo la rabbia.

Mi affascinano l’anatomia della rabbia, il processo della sua nascita e le traiettorie dei suoi scoppi.

Mi affascina anche il pensiero orientale che dice che lavorare sulla propria rabbia porta alla saggezza.