BIBLIOTECA DI VILLA POMA (BORGO MANTOVANO) – Anne-Marie Garat – francese – Lumière – luce

Lumière, parola magica in tutte le lingue, pervade di mille fuochi la nostra mente, quella della scienza e dell’immaginario, dei fisici e dei poeti. In fondo alla caverna platonica fa danzare le ombre che interrogano il mondo e ci esortano a scoprirlo e, messi alla prova, con gli occhi che bruciano, ad affrontare le verità dell’ideale. Combustione di lave telluriche, incandescenza di fiaccole che squarciano le tenebre della coscienza, Aurora dalle rosee dita che indica a Ulisse la sua dimensione di uomo, lampo dei temporali e fiamme d’amore: la luce arriva dal punto più remoto dell’universo, alla sua velocità cosmica, a raccontarci dell’esistenza delle stelle spente. Tanto potente che, in fondo alle segrete hugoliane, alle tenebre dell’anima dei Miserabili oppone il suo raggio materiale e spirituale.
Sotto l’alone delle lampade stiamo chini sulle pagine dei libri che descrivono la nostra umanità. Lumière tiene per mano Piero, Vinci, Caravaggio e Dürer, il pittore, lo scultore, l’architetto, Bach e Mozart, per rendere visibile l’invisibile insito nelle realtà, spinta dall’ombra a disegnarne le forme, incarnare la bellezza, far risplendere il teatro dell’arte. In fondo alla camera obscura incide sulle lastre sensibili della nostra memoria l’immagine degli esseri assenti, la nostra storia collettiva e i suoi mostri, li strappa all’oblio, lumière oblige.
E quale felice coincidenza che gli inventori del cinema portino questo nome predestinato di Fratelli Lumière!