BIBLIOTECA DI CERESARA –  Oliver Rohe – francese – Révolution – Rivoluzione


La parola rivoluzione racchiude in sé due significati che, invece di completarsi a vicenda, di procedere l’uno dall’altro o di ignorarsi, come solitamente accade nei casi di polisemia ordinaria della lingua, entrano in contraddizione l’uno con l’altro. O meglio: l’uno precede l’altro.

Il significato più antico è quello storico, che designa il cambiamento delle strutture politiche provocato dalla distruzione dell’ordine stabilito, da una sollevazione violenta, che prospetta al nostro immaginario collettivo la possibilità salutare di cesure e trasformazioni radicali. L’ordine non è più cosa immutabile, discesa dal cielo, ma determinata dall’atto umano e di conseguenza peritura. Tale arricchimento dell’immaginario politico è senza dubbio, insieme all’uguaglianza, il lascito più prezioso della Rivoluzione francese.

Il secondo significato è quello fornitoci dalle scienze esatte, che designa il moto di un corpo intorno a un punto centrale, il loop, il passaggio circolare per gli stessi punti, il ritorno inevitabile alle stesse coordinate.

Questo secondo significato appartenente al mondo dalla fisica si presenta come un monito funesto al primo. Preannuncia il destino possibile, se non probabile, delle imprese rivoluzionarie, il pericolo intrinseco al quale si troveranno tutte di fronte a un dato momento nella loro traiettoria : diventare esse stesse l’ordine stabilito. La Storia è piena di necrosi.

Il fatto che le rivoluzioni falliscano non è un buon motivo per smettere di sognarle.