BIBLIOTECA DI MARMIROLO – Gunilla Lundgren – svedese – Årstider – Stagioni


Sono nata negli anni ’40 in una piccola fattoria. La vita della mia famiglia era scandita dalle stagioni, e tutti noi sapevamo di dipendere dalla natura. Eravamo cinque figli ed eravamo stati abituati a lavorare e ad assumerci la responsabilità degli animali, del raccolto, dell’acqua, della luce e del fuoco: in casa non avevamo né l’elettricità né l’acqua corrente. In compenso avevamo molta libertà: gli adulti non si occupavano di noi, che scorrazzavamo dappertutto, saltavamo, ci arrampicavamo esplorando la natura. In autunno raccoglievamo i frutti, in inverno sciavamo, in primavera ascoltavamo il suono dei ruscelli e degli uccelli, in estate ci arrampicavamo sugli alberi e ci nascondevamo tra i rami.
In Svezia abbiamo qualcosa di unico: ‘il diritto di accesso pubblico’, chiamato allemansrätt. Il significato letterale sarebbe ‘il diritto di ogni uomo’. Questo comporta che si abbia il diritto di girovagare liberamente in campagna, raccogliere bacche e funghi, nuotare e addirittura montare la tenda nella foresta o in un campo. Nella campagna svedese molto raramente si trova un cartello con la scritta ‘Proprietà privata’. Condivido questo amore per la libertà di accesso con molte persone. Lo si trova espresso nelle poesie, nelle canzoni e nei testi letterari, per esempio quelli di Astrid Lindgren, la famosa scrittrice svedese di libri per bambini. E’ nota per i suoi divertenti libri su Pippi Calzelunghe, ma leggendoli si scopre con quanta potenza sa descrivere la natura.
Per me, la prima neve d’inverno è una lingua, e lo stesso vale per il canto di uno storno in primavera, il dolce sapore di una fragola in estate e il colore dorato delle foglie di un acero in autunno. Per me, queste lingue sono importanti quanto lo è la mia lingua madre