BIBLIOTECA DI SAN MATTEO DELLE CHIAVICHE – Lutz Seiler – tedesco – Zeitwaage – Bilancia del tempo



Fino ad oggi non mi è mai successo di incontrare qualcuno disposto a credere sui due piedi che esista davvero una cosa come la bilancia del tempo. E non lo sapevo nemmeno io fino a quando un amico, in procinto di comprarsi un costosissimo orologio, non me ne ha parlato. Nel 2009 ho pubblicato un libro intitolato La bilancia del tempo.

La bilancia del tempo è un piccolo apparecchio che fa parte della dotazione base di qualsiasi orologiaio che si occupi di orologi da polso. L’orologiaio mette l’orologio sulla bilancia del tempo e la bilancia del tempo ausculta l’orologio – il movimento del tempo, potremmo dire – e indica cosa c’è che non va. Per le diagnosi (le malattie del tempo nell’orologio) la lingua tedesca degli artigiani ha trovato delle definizioni bellissime, quali ‘àncora che si trascina’, ‘arresto mancante’ o ‘attimi vacillanti’. Se i racconti del libro intitolato La bilancia del tempo avevano qualcosa in comune era senz’altro il fatto di essere stati tutti costruiti in un attimo vacillante; ciò che mi interessava era il vuoto nel flusso, l’attimo in cui può manifestarsi l’inatteso.

Qui però il mio interesse va alla parola: la parola per la quale la lingua degli artigiani tedeschi aveva trovato analoghe espressioni, espressioni che non avrebbero sfigurato in filosofia.

Come funziona questo strumento? La bilancia del tempo ascolta, attraverso un microfono sensibilissimo, il battito dell’orologio; registra ben più di quello che noi definiamo “tic tac”, registra lo stato nascosto dell’orologio: il suo “cuore segreto” come lo chiamerebbe Canetti. La bilancia funziona come una specie di elettrocardiogramma. Da un lato amplifica il suono dell’orologio, e il battito del cuore dell’orologio invade il laboratorio: un rumore duro, quasi meccanico. Dall’altro riporta su una sottile striscia di carta il tutto, cioè il polso dell’orologio (il suo quadro clinico, potremmo dire) costituito esclusivamente da puntini – una costellazione riversata sulla carta. Per ogni battito dell’orologio c’è un puntino. Dalla disposizione dei puntini l’orologiaio può leggere tutto quanto riguarda il funzionamento dell’orologio e il suo ritmo. Per questo elettrocardiogramma non occorrono che pochi secondi.