BIBLIOTECA DI VOLTA MANTOVANA – David Fauquemberg – francese – Écho – Eco


I Gitani andalusi, parlando di flamenco, scartano con queste parole un canto giudicato indegno : «È senza eco». Liscia, priva di emozione, la voce fallisce nel dire altro da sé. Non ci si sente nulla del passato, della fatica d’essere. A volte è graziosa, magari virtuosa – appena sorta, però, si spegne. L’eco nasce da una resistenza, dall’ostacolo posto alla giusta distanza. Lo scrittore lo sa bene, perché la sua arte, anch’essa, è questione di suono. Architetto empirico, vuole costruire un’opera con materiali fragili, esita, sposta, varia l’angolo e lo spessore, riduce il mobilio allo stretto necessario, organizza i vuoti, le sporgenze. Orientandosi ad orecchio, ricerca l’eco, quel momento in cui le parole pazientemente disposte entrano in vibrazione e producono un suono pieno. Ciò che risuona allora è il rumore del mondo, una voce che non è più la sua. Capriccioso, l’eco prende il volo e gli sfugge, si fa beffe del tempo, delle frontiere, se ne conoscono alcuni che non hanno mai smesso di risuonare. Il fenomeno ha i suoi misteri, è una faccenda di posizione, un passo di lato e tutto cambia – colui che lo riceve ne diventa il creatore.