BIBLIOTECA DI CASTELLUCCHIO – Tuomas Kyrö – finaldese – Ääni – Voce


La voce del neonato è il pianto. Con quella voce ci dice dov’è, di cosa ha bisogno, cosa non va al mondo. Il riso arriva un po’ più avanti, e ridendo il bambino ci comunica di cosa è soddisfatto, cosa va bene.

Ogni scrittore ha la sua voce. Può esprimerla direttamente oppure riciclarla nei personaggi dei suoi romanzi. Attraverso di loro le sue storie vengono lette, e possono diventare oggetto di pianto o di riso.

Leggere è ascoltare senza che nessuno parli.

I personaggi dei romanzi raccontano cosa vogliono, dove sono, che cosa non va al mondo. Se si crea un rapporto con il lettore, questo può fare propria la voce dello scrittore o rigettarla. Può comunicare di cosa è soddisfatto e di cosa no.

In democrazia ogni cittadino adulto può far sentire, con il voto, la propria voce. Ciò facendo comunica dov’è, che cosa vuole, cosa non va al mondo. Cosa fa piangere e cosa fa ridere. Ma esiste da qualche parte qualcuno che ascolti quella voce, e che venga in soccorso?