BIBLIOTECA DI SAN BENEDETTO PO – Fernando Aramburu – spagnolo – Soledad – Solitudine | Frederik Sjöberg – svedese – Ensamhet – Solitudine



Solitudine: Mi riferisco alla solitudine che non pesa, a quella che ci scegliamo liberamente Considero questa solitudine come un ambito indispensabile per la creazione. È lo spazio in cui ci ritiriamo temporaneamente per trasformare in simboli i nostri ricordi, la nostra esperienza delle vicende umane, i sogni, le gioie e le disgrazie. Da bambino avevo l’abitudine di giocare da solo in una stanza della casa di famiglia. Quella sensazione di essere impegnato pur senza compagnia mi ritorna quotidianamente mentre scrivo. Ho bisogno della solitudine come fase preliminare per poi stare con gli altri e offrire loro i frutti del mio lavoro minuzioso. La solitudine è anche il luogo in cui ogni giorno faccio i conti con me stesso. Se ho agito bene o no, me lo dico nei momenti di solitudine. Infine, la solitudine è un osservatorio dal quale contemplo il mondo. Spesso, anche se ci sono persone intorno a me, sono solo.



1.

La Svezia è un paese vasto, a scarsa densità abitativa, popolato soprattutto da alberi. Se tutti noi svedesi ci ripartissimo questi alberi fraternamente, in modo equo, ciascuno di noi si ritroverebbe un numero approssimato di 10.000 alberi. Diecimila.

2.

Le città sono per noi un fenomeno abbastanza recente. Fino a non molto tempo fa quasi tutti gli svedesi abitavano in campagna, in mezzo agli alberi, e cercavano di coltivare la terra, impresa ardua dato che il clima non era dei migliori. Freddo, buio.

3.

L’ultima grande carestia si verificò nel 1867. In seguito uno svedese su cinque emigrò in America e quelli rimasti nelle fattorie e nei casolari sparsi nel bosco si trasferirono appena possibile nelle città. Prima le giovani donne, poi gli uomini.

4.

Il bagaglio per il viaggio era pesante. Un’indelebile sensazione di solitudine e isolamento. Gli alberi, il buio, il freddo. Anche il desiderio di condivisione – calore, luce, amore – degli svedesi era molto intenso. Ma quante cose succedono in cent’anni?