BIBLIOTECA COMUNALE TERESIANA – Joseph Zoderer – tedesco – Heimat – Patria

Cerco la mia Heimat, come Ulisse la sua Itaca.

La parola tedesca Heimat non è traducibile con ‘patria’, anzitutto perché Heimat non ha il significato politico di ‘patria’ […] La parola Heimat è quasi sinonimo di nido, cioè di sicurezza, pace, abitudine… ma più di tutto familiarità. Familiarità con la lingua, con gli usi, con il carattere della gente e, non ultimo, con la natura di un certo territorio. 

Avere una Heimat, per me, non è avere un merito, una medaglia al valore, dato che (è una cosa) casuale come il luogo di nascita; Heimat non può essere che un dono, più o meno accetto.

Se fossi venuto al mondo vicino a un barattolo vuoto, in un posto desolato, in un deserto, o in una grotta di montagna, tutto questo sarebbe la mia Heimat  e la ricorderei in qualsiasi parte del mondo, anche al quarantesimo piano di un grattacielo o in un negozio di frutta e verdura all’altro capo del globo. 

Probabilmente la ricorderei con una nostalgia trasfigurata dal tempo, cercherei di rievocare come il vento zufolava in quella lattina vuota che si trasformerebbe, nelle mie rimembranze, nell’immagine della mia Heimat. 

Di che cosa dovrei essere orgoglioso? Qualche volta mi consolo pensando che la Heimat è stata un incidente che non ho potuto evitare e di regola considero la Heimat come la mia amata disgrazia.

 […] La Heimat è una fortuna di cui un giorno si perde il ricordo, tuttavia è nelle nostre ossa, in un battito di ciglia, è tutto e quindi niente, è una lana fine con cui tessere un nido, è odore di cucina, la voce della mamma che una volta vezzeggia e un’altra sgrida. 

Sì, certo, la Heimat è ciò che si conosce così bene, che talvolta non si sa più che farsene.


Nel 2008 Festivaletteratura ha dato avvio al progetto Vocabolario Europeo, affidando ogni anno a un autore ospite del festival il compito di donare una parola adottata da un’altra lingua europea; una parola da definire, da raccontare, da restituire al pubblico con la propria voce.

In quell’edizione inaugurale lo scrittore sudtirolese Joseph Zoderer scelse la parola tedesca Heimat. Un termine che resiste alla semplice traduzione di “patria” (non ne ha il senso politico ), ma che rimanda a qualcosa di più intimo, più involontario; familiarità con una lingua, con un paesaggio, con il peso e la nostalgia di certe soglie. Un nido, scrisse Zoderer, fatto di «lana fine». Un incidente che non si può evitare, un dono non richiesto. La propria amata disgrazia.

Seguendo il filo del testo scritto da Zoderer a commento della parola da lui donata al Vocabolario, la Biblioteca Comunale Teresiana di Mantova propone una bibliografia costruita attraverso un possibile dialogo tra le riflessioni dello scrittore e il ricco e diversificato patrimonio della Biblioteca, che si fa territorio da esplorare lungo i margini della parola Heimat creando suggestioni, risonanze e accostamenti inediti.

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Il patrimonio citato è consultabile in sede presso la Biblioteca Comunale Teresiana:
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