@Collezione Strade Blu – Sulle orme di Arnoldo Mondadori

Nata nel 1998 da un’intuizione dell’editor Edoardo Brugnatelli, la collana Strade Blu di Mondadori trae il proprio nome dal celebre libro di viaggio Strade blu (Blue Highways) di William Least Heat-Moon, assumendo fin dall’inizio il significato simbolico dell’esplorazione di percorsi editoriali secondari, alternativi e fuori dai tracciati convenzionali. Fin dai suoi esordi, la collana si è proposta come un laboratorio d’avanguardia per intercettare le voci più originali delle controculture narrative internazionali e italiane, muovendosi tra narrativa pop, cyberpunk, noir, satira viscerale e linguaggi fortemente sperimentali.

Nella sua prima fase, compresa tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila, Strade Blu ha dato voce a una fiction iconoclasta e di culto. Tra gli autori di maggior rilievo spicca Chuck Palahniuk, che con opere come Survivor e Ninna nanna ha incarnato la satira sociale più spietata della narrativa nordamericana. Sul versante della fantascienza sociologica e della speculazione tecnologica, la collana ha ospitato maestri del cyberpunk come William Gibson, autore de L’accademia dei sogni e Guerreros, affiancandogli il fantasy urbano e mitologico di Neil Gaiman con capolavori quali American Gods e I ragazzi di Anansi. Il catalogo si è poi distinto per una profonda ricerca stilistica, testimoniata dall’architettura labirintica di Casa di foglie di Mark Z. Danielewski, e ha valorizzato figure di punta del panorama italiano come Valerio Evangelisti (Mater Terribilis, Antracite), capace di fondere rigore storico, immaginario weird e fantapolitica, senza tralasciare il postmodernismo satirico e visionario del russo Viktor Pelevin (Omon Ra, Il mignolo di Buddha).

Con il progredire degli anni Duemila, la collana ha attraversato un’importante evoluzione tematica, ampliando i propri confini verso la non-fiction e la narrazione del reale. In questo contesto, l’ibridazione dei generi è diventata la cifra stilistica fondamentale di Strade Blu: il reportage giornalistico, l’inchiesta giudiziaria e la saggistica sociologica hanno assunto una forma apertamente narrativa, capace di avvincere il lettore con il ritmo tipico del romanzo senza rinunciare al rigore documentario.

Lo spartiacque decisivo di questa trasformazione è stato segnato nel 2006 dalla pubblicazione di Gomorra di Roberto Saviano, un’opera che, insieme al successivo ZeroZeroZero, ha ridefinito il concetto di narrazione d’inchiesta a livello internazionale. Accanto al lavoro di denuncia sulla criminalità organizzata portato avanti da Saviano e da autori come Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, Strade Blu ha accolto la satira politica d’assalto degli Stati Uniti attraverso i bestseller di Michael Moore (Stupidi bianchi, Padroni del mondo), la memoria civile e commossa di Mario Calabresi in Spingendo la notte più in là, e la divulgazione geopolitica e storica firmata da giornalisti e saggisti come Federico Rampini e Aldo Cazzullo. In questo modo, la collana si è affermata come uno spazio privilegiato in cui la cronaca, la testimonianza e la grande letteratura si fondono per raccontare le complessità del mondo contemporaneo.