L’ultimo weekend di gennaio

Bastien Vivès racconta, con disincanto, come un fumettista di mezza età viva il lungo weekend del festival del fumetto di Angoulême. Tra dédicaces e incontri con i colleghi, vivrà un batticuore inatteso che lo riporterà fugacemente a quando era un “giovane talento” che si faceva notare per le sue storie in anticipo sui tempi, in netto contrasto con la sua quotidianità di artigiano del disegno alle prese con un ciclo di nove volumi sulla seconda guerra mondiale. Un uomo che, quando gli chiedono: “Mi disegna Hitler?” risponde “Sì, ma solo di spalle. Meno lo disegno, meglio è.” Un racconto misurato, emozionante sotto la patina del tran tran, che racconta accuratamente il backstage di uno dei festival di fumetto più importanti del mondo.

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